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ATTUALITà |
di Samuela Nisi |
Parco Caracalla, sequestrati bar e container. I gestori: «Nessuna violazione» |
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Parco Caracalla, sequestrati bar, container e servizi mobili per presunte difformità. I gestori respingono le accuse: «Nessuna violazione». Le installazioni sono finite al centro di una verifica giudiziaria in seguito a una segnalazione. Secondo il Gip i manufatti sarebbero stati realizzati senza i necessari permessi o in modo non conforme, anche se i responsabili in nota replicano: "Escludiamo qualunque tipo di violazione o anomalia amministrativa". Le forze dell'ordine hanno apposto i sigilli a container, chioschi bar e servizi igienici mobili. Si tratta di una parte delle strutture che compongono l'allestimento di Parco Caracalla, bloccate da un decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. La manifestazione estiva si sviluppa in viale Guido Baccelli, a brevissima distanza dall'area archeologica delle Terme di Caracalla, e rappresenta da tempo un punto di riferimento per le serate romane grazie a un'offerta che spazia dai concerti dal vivo agli spettacoli teatrali, fino alla ristorazione. All'interno dell'ordinanza del GIP viene evidenziato come svariati elementi presentino "una parziale difformità se confrontati con i progetti approvati". Il magistrato sottolinea inoltre che l'introduzione di "strutture differenti per quantitativo, volumetrie, genere e posizionamento" rispetto a quelle concordate finisce per "generare una modifica del territorio difforme da quella precedentemente analizzata e validata dagli uffici pubblici competenti". L'impianto accusatorio ipotizza che tali allestimenti non fossero autorizzati o presentassero caratteristiche strutturali diverse rispetto ai visti concessi dalla Soprintendenza speciale archeologica. I gestori di Parco Caracalla hanno voluto manifestare una totale fiducia nell'operato della magistratura, dichiarando: "Accettiamo questa decisione con il massimo rispetto nei confronti degli inquirenti. Ci siamo messi immediatamente all'opera, supportati dal nostro team di legali, per offrire la più ampia collaborazione istituzionale e chiarire ogni singolo dettaglio della vicenda nel minor tempo possibile. Neghiamo in modo categorico qualsiasi attivita’ riguardante presunti illeciti, le nostre attività si sono sempre svolte seguendo scrupolosamente le leggi dello Stato, i permessi rilasciati e i criteri di sicurezza imposti". Altra punto essenziale sul quale i responsabili hanno voluto porre l'accento, e’ quello relativo alle ricadute sociali del provvedimento: "Questa interruzione forzata rappresenta un colpo durissimo e mette in seria difficoltà economica più di cento famiglie, considerando lo staff interno, i fornitori e tutto l'indotto, che traggono il proprio sostentamento economico da questa rassegna e che ora vedono il proprio impiego a forte rischio”. Infine concludono con la certezza certi che i documenti prodotti dai loro avvocati proveranno la perfetta regolarità del progetto, consentendo una rapida ripresa delle attività per restituire lo spazio ai romani e ai lavoratori. |
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ATTUALITà
Parco Caracalla, sequestrati bar e container. I gestori: «Nessuna violazione»
Parco Caracalla, sequestrati bar, container e servizi mobili per presunte difformità. I gestori respingono le accuse: «Nessuna violazione».
Le installazioni sono finite al centro di una verifica giudiziaria in seguito a una segnalazione. Secondo il Gip i manufatti sarebbero stati realizzati senza i necessari permessi o in modo non conforme, anche se i responsabili in nota replicano: "Escludiamo qualunque tipo di violazione o anomalia amministrativa".
Le forze dell'ordine hanno apposto i sigilli a container, chioschi bar e servizi igienici mobili. Si tratta di una parte delle strutture che compongono l'allestimento di Parco Caracalla, bloccate da un decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma.
La manifestazione estiva si sviluppa in viale Guido Baccelli, a brevissima distanza dall'area archeologica delle Terme di Caracalla, e rappresenta da tempo un punto di riferimento per le serate romane grazie a un'offerta che spazia dai concerti dal vivo agli spettacoli teatrali, fino alla ristorazione.
All'interno dell'ordinanza del GIP viene evidenziato come svariati elementi presentino "una parziale difformità se confrontati con i progetti approvati". Il magistrato sottolinea inoltre che l'introduzione di "strutture differenti per quantitativo, volumetrie, genere e posizionamento" rispetto a quelle concordate finisce per "generare una modifica del territorio difforme da quella precedentemente analizzata e validata dagli uffici pubblici competenti".
L'impianto accusatorio ipotizza che tali allestimenti non fossero autorizzati o presentassero caratteristiche strutturali diverse rispetto ai visti concessi dalla Soprintendenza speciale archeologica.
I gestori di Parco Caracalla hanno voluto manifestare una totale fiducia nell'operato della magistratura, dichiarando: "Accettiamo questa decisione con il massimo rispetto nei confronti degli inquirenti. Ci siamo messi immediatamente all'opera, supportati dal nostro team di legali, per offrire la più ampia collaborazione istituzionale e chiarire ogni singolo dettaglio della vicenda nel minor tempo possibile. Neghiamo in modo categorico qualsiasi attivita’ riguardante presunti illeciti, le nostre attività si sono sempre svolte seguendo scrupolosamente le leggi dello Stato, i permessi rilasciati e i criteri di sicurezza imposti".
Altra punto essenziale sul quale i responsabili hanno voluto porre l'accento, e’ quello relativo alle ricadute sociali del provvedimento: "Questa interruzione forzata rappresenta un colpo durissimo e mette in seria difficoltà economica più di cento famiglie, considerando lo staff interno, i fornitori e tutto l'indotto, che traggono il proprio sostentamento economico da questa rassegna e che ora vedono il proprio impiego a forte rischio”.
Infine concludono con la certezza certi che i documenti prodotti dai loro avvocati proveranno la perfetta regolarità del progetto, consentendo una rapida ripresa delle attività per restituire lo spazio ai romani e ai lavoratori.
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Parco Caracalla, sequestrati bar e container. I gestori: «Nessuna violazione»
Parco Caracalla, sequestrati bar, container e servizi mobili per presunte difformità. I gestori respingono le accuse: «Nessuna violazione».
Le installazioni sono finite al centro di una verifica giudiziaria in seguito a una segnalazione. Secondo il Gip i manufatti sarebbero stati realizzati senza i necessari permessi o in modo non conforme, anche se i responsabili in nota replicano: "Escludiamo qualunque tipo di violazione o anomalia amministrativa".
Le forze dell'ordine hanno apposto i sigilli a container, chioschi bar e servizi igienici mobili. Si tratta di una parte delle strutture che compongono l'allestimento di Parco Caracalla, bloccate da un decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma.
La manifestazione estiva si sviluppa in viale Guido Baccelli, a brevissima distanza dall'area archeologica delle Terme di Caracalla, e rappresenta da tempo un punto di riferimento per le serate romane grazie a un'offerta che spazia dai concerti dal vivo agli spettacoli teatrali, fino alla ristorazione.
All'interno dell'ordinanza del GIP viene evidenziato come svariati elementi presentino "una parziale difformità se confrontati con i progetti approvati". Il magistrato sottolinea inoltre che l'introduzione di "strutture differenti per quantitativo, volumetrie, genere e posizionamento" rispetto a quelle concordate finisce per "generare una modifica del territorio difforme da quella precedentemente analizzata e validata dagli uffici pubblici competenti".
L'impianto accusatorio ipotizza che tali allestimenti non fossero autorizzati o presentassero caratteristiche strutturali diverse rispetto ai visti concessi dalla Soprintendenza speciale archeologica.
I gestori di Parco Caracalla hanno voluto manifestare una totale fiducia nell'operato della magistratura, dichiarando: "Accettiamo questa decisione con il massimo rispetto nei confronti degli inquirenti. Ci siamo messi immediatamente all'opera, supportati dal nostro team di legali, per offrire la più ampia collaborazione istituzionale e chiarire ogni singolo dettaglio della vicenda nel minor tempo possibile. Neghiamo in modo categorico qualsiasi attivita’ riguardante presunti illeciti, le nostre attività si sono sempre svolte seguendo scrupolosamente le leggi dello Stato, i permessi rilasciati e i criteri di sicurezza imposti".
Altra punto essenziale sul quale i responsabili hanno voluto porre l'accento, e’ quello relativo alle ricadute sociali del provvedimento: "Questa interruzione forzata rappresenta un colpo durissimo e mette in seria difficoltà economica più di cento famiglie, considerando lo staff interno, i fornitori e tutto l'indotto, che traggono il proprio sostentamento economico da questa rassegna e che ora vedono il proprio impiego a forte rischio”.
Infine concludono con la certezza certi che i documenti prodotti dai loro avvocati proveranno la perfetta regolarità del progetto, consentendo una rapida ripresa delle attività per restituire lo spazio ai romani e ai lavoratori.

